Come cambieranno le ricerche immobiliari degli italiani?

Come cambieranno le ricerche immobiliari degli italiani?

E’ indubbio che tutto questo avrà delle ripercussioni a livello sociale e culturale, con un impatto a lungo termine sulla nostra visione del mondo, sulle abitudini, sull’ordine delle priorità e, non ultimo, sui processi d’acquisto e investimento.

Insomma, questa situazione di emergenza finirà – e tutti noi ci auguriamo che finisca nel più breve tempo possibile – tuttavia lascerà tracce profonde sui nostri comportamenti, sul nostro modo di pensare e di vivere. Anche in relazione al rapporto con la casa. In questi giorni di incertezza stiamo tutti riscoprendo l’importanza di avere una casaun nido in cui sentirsi bene e al sicuro, e possiamo riflettere su quanto siamo fortunati a vivere durante un’epidemia con un tetto sulla testa, un letto caldo ed un frigo sempre pieno.

Probabilmente sono variabili che in tempi ordinari avevamo sottovalutato, ma che in tempi straordinari stiamo imparando ad apprezzare. E che stanno cambiando il modo di cercar casa degli italiani, i desiderata dei clienti che stanno pensando alla prossima abitazione. Quanti di noi costretti a un’immobilità forzata non hanno desiderato avere un piccolo giardino in cui godersi le piacevoli giornate primaverili? Quanti si sono pentiti di non aver scelto quella casa con una stanza in più da dedicare al lavoro, allo studio, alla lettura, al tempo da ritagliarsi per se stessi? Non è difficile immaginare che le ricerche immobiliari degli italiani cambieranno verso una direzione precisa: più spazio (metrature più grandi o un locale in più ottimizzando gli spazi, cant) anche a costo di rinunciare alla città; più spazi all’aperto  (giardini privati o condominiali, terrazze, balconi, cantine).

E’ indubbio che tutto questo avrà delle ripercussioni a livello sociale e culturale, con un impatto a lungo termine sulla nostra visione del mondo, sulle abitudini, sull’ordine delle priorità e, non ultimo, sui processi d’acquisto e investimento.

Insomma, questa situazione di emergenza finirà – e tutti noi ci auguriamo che finisca nel più breve tempo possibile – tuttavia lascerà tracce profonde sui nostri comportamenti, sul nostro modo di pensare e di vivere. Anche in relazione al rapporto con la casa. In questi giorni di incertezza stiamo tutti riscoprendo l’importanza di avere una casaun nido in cui sentirsi bene e al sicuro, e possiamo riflettere su quanto siamo fortunati a vivere durante un’epidemia con un tetto sulla testa, un letto caldo ed un frigo sempre pieno.

Probabilmente sono variabili che in tempi ordinari avevamo sottovalutato, ma che in tempi straordinari stiamo imparando ad apprezzare. E che stanno cambiando il modo di cercar casa degli italiani, i desiderata dei clienti che stanno pensando alla prossima abitazione. Quanti di noi costretti a un’immobilità forzata non hanno desiderato avere un piccolo giardino in cui godersi le piacevoli giornate primaverili? Quanti si sono pentiti di non aver scelto quella casa con una stanza in più da dedicare al lavoro, allo studio, alla lettura, al tempo da ritagliarsi per se stessi? Non è difficile immaginare che le ricerche immobiliari degli italiani cambieranno verso una direzione precisa: più spazio (metrature più grandi o un locale in più ottimizzando gli spazi, cant) anche a costo di rinunciare alla città; più spazi all’aperto  (giardini privati o condominiali, terrazze, balconi, cantine).

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